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INVITO ALLA LETTURA - Raccontami un santo. Storie di giovani che hanno cambiato il mondo

alleanza cattolica daniele fazio Jul 06, 2024

di Daniele Fazio

Giovani che vogliono parlare ai giovani del nostro tempo per narrare la bellezza dell’unione con Dio che cambia la vita e la società. Questo è il cuore del volume di cui è autore don Calogero D’Ugo, presbitero dell’Arcidiocesi di Palermo. In esso – dopo la significativa Prefazione (pp.5-6) del Cardinale Angelo Comastri e l’Introduzione dell’autore, in cui si traccia una sintesi originale e appassionata della categoria della santità – sono raccolti dieci profili di santi giovani di tutti i tempi: Maria Goretti, Nennolina Meo, Rolando Rivi, Domenico Savio, Bernardette Soubirours, Luigi Gonzaga, Benedetta Bianchi Porro, Maria Montserrat Grases García, Gerardo Maiella, Giacinta e Francesco di Fatima.

Il testo ha un’origine pastorale importante in quanto scaturisce dall’attività di formazione all’interno delle parrocchie e dei gruppi culturali ed ecclesiali operata dallo stesso sacerdote e fa emergere dunque la narrazione della vita dei santi tra le tante vie che può seguire la nuova evangelizzazione.

La presentazione di vite significative viene paragonata alla poesia che «comunica molto, dicendo poco. Analogamente la storia dei Santi e specie dei giovani Santi […]. Nella loro breve vita, a volte di pochi anni o di qualche decennio, dicono su Dio, la preghiera, i sacramenti, la Chiesa, l’impegno sociale, l’apostolato, il senso della vita, il senso della storia e dell’eternità, l’educazione, i vari fatti umani, ecc … quello che un uomo ordinario, un filosofo, un teologo direbbe in decine di impegnativi volumi. Si può, allora, dire che i Santi sono la poesia di Dio scritta nelle pagine della storia della Chiesa e quindi dell’umanità» (pp. 7-8).

Oggi soprattutto nel mondo giovanile l’assenza di riferimenti significativi induce ad un vuoto esistenziale che spesso viene riempito da esperienze distruttive. Una narrazione di vissuti pienamente controcorrente rispetto alle mode relativiste e nichiliste può essere una via nuova per attrarre sui sentieri della fede e quindi della santità a cui tutti gli uomini, a partire dal battesimo, sono chiamati quale misura ordinaria della vita cristiana. Ciò perché «quando la bontà è autentica suscita rispetto e ammirazione. Il bene è bello e i Santi lo manifestano» (p.19), sfidando anche con umiltà e determinazione la mentalità moderna e postmoderna intrinsecamente immanentistica e libertaria.

L’autore, dunque, si chiede: «perché del Settecento ricordare solamente Voltaire e non Alfonso Maria de’ Liguori o Paolo della Croce? Perché della complessa seconda metà dell’Ottocento italiano parlare solamente di Camillo Benso conte di Cavour, di Vittorio Emanuele II, di Giuseppe Garibaldi e ignorare i santi della contemporanea Torino come Giovanni Bosco, Giuseppe Cottolengo, Giuseppe Cafasso o Francesco Faà di Bruno? […] E in Francia perché ricordare l’anarchico Pierre Proudhon e dimenticare il contemporaneo Federico Ozanam?» (pp. 19-20). Il segreto che si svela è alla fine uno solo: le crisi mondiali sono crisi di santi, per cui la via risolutoria intra e extra ecclesiam non può che essere la santità.

Consigliato a tutti quale lettura edificante e strumento di comunicazione facile e immediata della fede attraverso l’esempio di santi giovani.

FONTE : Alleanza Cattolica

 

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